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CarloQ
26 giugno 2010

Ora i latitanti sono rimasti in 17

Oggi i TG di mezzogiorno hanno dato la notizia che la Polizia di Stato era riuscita, finalmente dopo anni di ricerca, ad assicurare alla Giustizia il latitante Giuseppe Falsone. Il capomafia di Agrigento è stato arrestato nel Sud della Francia. Era tra i 18 latitanti più ricercati. Il boss, sfuggito a un mandato di cattura del 1999, era ricercato per associazione mafiosa, omicidi e traffico internazionale di sostanze stupefacenti. Il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, ha dichiarato:"E’ una giornata felice: è stato catturato uno dei boss più spietati della Terra".

Fin qui la notizia.

Nulla da eccepire se una persona condannata e resasi latitante sia stata catturata per scontare, finalmente, la pena che gli è stata inflitta. Devo essere sincero però mi ha creato un certo sconcerto vedere da una finestra (presumo sia stata quella della Questura) alcuni agenti che festeggiavano con spumante e altri che mostravano una fotografia o le dita a “V” in segno di vittoria.

Sono contento che un ricercato sia stato assicurato alla legge ma mi dissocio da queste forme di estremizzazione. I poliziotti sono pagati per fare questo lavoro e quando arrestano una persona che ha commesso dei reati non hanno fatto altro che il loro dovere. Coloro che hanno avuto la capacità operativa di riuscire a scoprire dove si nascondeva ed individuarlo nonostante si fosse sottoposto a plastica facciale hanno i sensi della mia profonda stima e riconoscenza. Sono certo che quelli che operano nel silenzio e nell’anonimato rifuggono da certe inopportune esternazioni perché sentono in cuor loro la soddisfazione di aver svolto fino in fondo il proprio dovere e di essersi guadagnato in pieno oltre allo stipendio, la stima della maggior parte della popolazione che apprende certe notizie.

CarloQ


25 giugno 2010

Gli Italiani onesti continuano a pagare il conto

Cosa stanno aspettando gli italiani onesti, lavoratori e che pagano regolarmente le tasse a ribellarsi a questo stato di cose?

E’ vero che certi partiti ed uomini politici sono presenti nel nostro Parlamento perché sono stati eletti. Che i voti siano stati dati da una parte di pregiudicati, mafiosi, imbroglioni, intrallazzatori di ogni genere che sostengono “onorevoli” non degni di essere chiamati con quest’appellativo, per i loro sporchi interessi personali.

C’è da chiedersi una cosa però: “Se ciò avviene ci deve essere una ragione?”
Quale?

Se in Italia la maggioranza degli italiani è disonesta allora non mi resta affermare che è giusto che la Nazione sia rappresentata e retta da questi politici sia di maggioranza che di opposizione.

Se invece la maggioranza dei miei connazionali è composta da persone perbene, serie e laboriose mi chiedo: “Perché c’è questo assordante silenzio di pura e semplice rassegnazione?”

Possibile che gli appartenenti al vecchio MSI, che rappresentava il partito dell’ordine e della disciplina, poi militanti nelle file di An ed infine fusi con quelli della Casa della libertà, non sentano dentro di loro un senso di ribellione, di volta stomaco, di non partecipazione e condivisione delle scelte del Premier?

Sono tutti soddisfatti quando abbassano la testa e muti seguono il loro nuovo leader?

Posso capire la ragione, e per questo motivo li condanno ancora di più, gli onorevoli Gasparri e La Russa che hanno abbandonato come bandiere libere al vento i vecchi ideali di partito ma gli altri cosa dicono, o meglio non dicono?

Possibile che nessuno si sia ancora accorto che la Lega non fa cadere il Governo, di cui fa parte, perché il suo “solo ed unico scopo” è quello di attuare prima il Federalismo e poi la secessione?

Possibile che questo concetto così elementare non l’abbiano capito i vertici del Pd, ed il loro leader, invece di scendere e mobilitare le masse per la nomina a ministro di Brancher, dichiara oggi in un articolo apparso su Repubblica quanto segue?

Bersani all'attacco sul caso Brancher "La Lega non può chiamarsi fuori"
MILANO - Arriva a sorpresa al corteo della Cgil contro la manovra. E dal capoluogo lombardo parte all'attacco sullo “scandalo Brancher". Ieri il mondo ha imparato due cose sull'Italia: che la Slovacchia ci ha buttato fuori dai mondiali e che nel nostro paese si fanno ministri per scansare la giustizia. Non so quale appaia più vergognosa, ma credo proprio la seconda". Per Bersani, su questa vicenda, "la Lega non può fare la ballerina, dicendo c'ero e non c'ero, ho visto e non ho visto, ho sentito e non ho sentito. Il Carroccio è responsabile di tutto quanto, vicenda Brancher compresa. Basta alla Lega di lotta e di governo, perché senza di lei non ci sarebbe tutto quello che stiamo vedendo". Tornando al parallelo con il calcio, il leader Pd dice che "bisogna cambiare l'allenatore che conta in Italia. Il campionato di calcio si può anche perdere ma non si può perdere la dignità delle istituzioni". Torna a parlare anche Antonio Di Pietro, secondo il quale Brancher si è fatto nominare ministro "per non andare a processo. Una situazione paragonabile a un ladrocinio di Stato. Non si può accettare questo stato di cose senza reagire".

Il processo. Riprenderà domani il processo al ministro e alla moglie Luana Maniezzo, accusati di alla scalata di Bpl ad Antonveneta. Il giudice Annamaria Gatto inviterà le parti a illustrare e discutere la richiesta di rinvio per legittimo impedimento continuativo presentata dai legali di Brancher. E' probabile però che il giudice si riservi di decidere all'udienza successiva, il prossimo 5 luglio. Dovrà scegliere se mandare o meno gli atti alla Corte Costituzionale affinché venga valutata la costituzionalità della legge sul legittimo impedimento, ma anche se stralciare la posizione di Brancher in attesa della scelta della Consulta, proseguendo il processo a carico della moglie. Al centro della vicenda ci sono 420 mila euro di appropriazione indebita incassati da Brancher insieme alla moglie tra il dicembre e il novembre del 2003, grazie a plusvalenze su azioni Tim e Autostrade che, secondo l'accusa, vennero manovrate dai vertici della banca per favorire la coppia. Altri 600 mila euro (ricettazione) erano suddivisi secondo l'accusa in versamenti distinti: i primi 100 mila consegnati in contanti da un collaboratore di Fiorani, Donato Patrini, presso l'Autogrill di San Donato milanese nel 2001; 100 mila euro in contanti consegnati nel 2004 a Lodi nell'ufficio di Fiorani; altri 100 mila ricevuti a Roma nel gennaio del 2005 dopo la bocciatura del Decreto sul Risparmio presso l'ufficio di Brancher, al ministero del Welfare; e infine altri 200 mila euro consegnati ancora nell'ufficio di Fiorani a Lodi, nel marzo dello stesso anno. Fiorani aveva raccontato: "Nel febbraio Brancher mi disse che lui e Calderoli avevano bisogno di 200 mila euro per la campagna elettorale. Una ventina di giorni dopo i due arrivarono nel mio ufficio. Calderoli rimase seduto fuori, Brancher invece entrò e gli consegnai in una busta gialla i 200 mila euro. Io non ho assistito alla divisione dei soldi, ma notai che Calderoli era visibilmente entusiasta".
Ma questa è l’opposizione che si fa in Italia ai giorni nostri?
Non sarà, per caso, la paura, di essere accusati di non poter muovere certe accuse perché, di tanto in tanto, in alcuni malaffari commessi da politici della maggioranza compaiano anche nominativi di politici dell’opposizione, la causa di questo semplice “mormorio” o di questo “gridare silente”?
CarloQ


24 marzo 2010

La fortuna di essere cittadino italiano!

 Un amico, stamattina, mi ha mandato un’e-mail. L’ho letta, riletta con più attenzione e poi mi sono chiesto ma a questo punto siamo arrivati senza che nessuno se ne sia accorto?
Invito a leggerla e a riflettere. Sono io che sogno o, purtroppo, sono desto?

Salve, sono un cittadino italiano.
Vivo a Milano DUE in un palazzo costruito dal Presidente del Consiglio.
Lavoro a Milano in una azienda di cui è mero azionista il Presidente del Consiglio.
Anche l'assicurazione dell'auto con cui mi reco a lavoro è del Presidente del Consiglio, come del Presidente del Consiglio è l'assicurazione che gestisce la mia previdenza integrativa.
Mi fermo tutte le mattine a comprare il giornale, di cui è proprietario il Presidente del Consiglio.
Quando devo andare in banca, vado in quella del Presidente del Consiglio.
Al pomeriggio, esco dal lavoro e vado a far spesa in un ipermercato del Presidente del Consiglio, dove compro prodotti realizzati da aziende partecipate dal Presidente del Consiglio.
Alla sera, se decido di andare al cinema, vado in una sala del circuito di proprietà del Presidente del Consiglio e guardo un film prodotto é distribuito da una società del Presidente del Consiglio (questi film godono anche di finanziamenti pubblici elargiti dal governo, presieduto dal Presidente del Consiglio).
Se invece la sera rimango a casa, spesso guardo la TV del Presidente del Consiglio, con decoder prodotto da società del Presidente del Consiglio, dove i film realizzati da società del Presidente del Consiglio sono continuamente interrotti da spot realizzati dall'agenzia pubblicitaria del Presidente del Consiglio.
Soprattutto guardo i risultati delle partite, perché faccio il tifo per la squadra di cui il Presidente del Consiglio è proprietario.
Quando non guardo la TV del Presidente del Consiglio, guardo la RAI, i cui dirigenti sono stati nominati dai parlamentari che il Presidente del Consiglio ha fatto eleggere. Allora mi stufo e vado a navigare un po' in internet, con provider del Presidente del Consiglio.
Se però non ho proprio voglia di TV o di navigare in internet, leggo un libro, la cui casa editrice è di proprietà del Presidente del Consiglio.
Naturalmente, come in tutti i paesi democratici e liberali, anche in Italianistan, è il Presidente del Consiglio che predispone le leggi che vengono approvate da un Parlamento, dove molti dei deputati della maggioranza sono dipendenti ed avvocati del Presidente del Consiglio, che governa nel mio esclusivo interesse!!!!!!!!!!!!!
Per fortuna!

PS.: Queste considerazioni dovrebbero essere valutate seriamente da tutte quegli italiani che si apprestano ad andare alle urne. Non sia mai che qualcuno prima di esprimere liberamente il suo voto ci pensasse un attimo prima di farlo.

Forse sarà bene che gli Italiani comincino a riflettere seriamente cosa potrebbe capitare tra qualche anno.
CarloQ


4 gennaio 2010

134. Casini sostiene che l’UDC è l’ago della bilancia della politica italiana

Non riesco proprio a capire gli elettori di questo partito.
Come si fa a sostenere e condividere le scelte del leader, Ferdinando Casini, che pur sostenendo che l’UDC è un partito di centro, messo fuori dalla coalizione del PDL, alle prossime regionali di primavera sta stringendo alleanze con partiti della maggioranza e della minoranza con una disinvoltura che fa paura?
Ma questo fosse niente se non avesse criticato aspramente la politica della maggioranza ed ora stringe alleanze proprio con questa, in alcune regioni?
Quali fini si pone questo partito così ambiguo la cui bandiera sventola dove tira il vento più favorevole?

Come devo interpretare, come tanti elettori come me, questo modo di fare?

Un partito serio, o che si definisce tale, secondo me deve fare delle scelte precise.
Se si definisce di centro deve stringere alleanze solo con altri partiti di quest’area.
Se per fare gli interessi degli italiani è obbligato a stringere alleanze, non capisco come possa farlo con una coalizione di cui non ha condiviso le scelte in questo periodo di governo.

Ecco il motivo che fa allontanare e disaffezionare gli elettori dall’andare a votare.

Che fiducia possono avere gli italiani a dare la propria preferenza ad un partito che opera scelte di questo genere?
Mi sembrano delle scelte abbastanza opportunistiche: parlatene male o parlatene bene, il necessario che ne parliate.

Che bella soddisfazione!!!

Con politici così opportunisti come i dirigenti di questo partito e quelli dell’UDEUR di Clemente Mastella, l’Italia invece di progredire, regredisce e nessun sembra accorgersene che il fondo del barile è stato già raschiato da un pezzo e che ora siamo scesi ad un livello inferiore.
Nel nostro Parlamento di politici ce ne sono molto pochi.
Oramai gli opportunisti e gli affaristi sono la maggioranza, ma quando si svegliano gli Italiani e decidono di mandare tutti a casa e soprattutto a mandarli a zappare la terra per farli rendere conto cosa significa lavorare e guadagnarsi da vivere spezzandosi la schiena?

CarloQ


12 novembre 2009

Il Governo Berlusconi ha dato duri colpi alla criminalità organizzata

Giorni fa, il ministro dell’Interno, Roberto Maroni (Lega Nord), durante una nota trasmissione televisiva, per controbattere alle accuse che molti politici del centro destra sono stati eletti con i voti dei mafiosi, ha affermato che il suo governo ha impartito e sta impartendo duri colpi alle organizzazioni criminali.
Da quando è in carica il Governo Berlusconi con tutti gli arresti che sono stati eseguiti, noi italiani dovremmo credere che tra poco tempo la mafia, la camorra, la ‘ndrangheta e la Sacra Corona Unita saranno solo un triste ricordo.
Invece, io ho la certezza proprio del contrario.
Non dico queste cose perché sono un avversario politico o perché mi è antipatico quello o questo politico, lo affermo in quanto, per anni per motivi di lavoro, ho avuto modo di analizzare le strutture organizzative su cui si mantengono ed i modus operanti di ciascuna organizzazione criminale. Sono una diversa dall’altra.
In questo mondo completamente sconosciuto al ministro Maroni, nato e vissuto in altra realtà del paese, vige un’omertà da far paura. In ognuna di queste organizzazioni esistono diverse bande criminali che sono sempre in guerra tra loro per la conquista del territorio controllato da altre bande rivali, con lo scopo di allargare le zone su cui esercitare lo spaccio di droga o il controllo della prostituzione.
Questa è la spiegazione di molti “morti ammazzati” facenti parte di due o più fazioni in contrapposizione tra loro, che si sono avuti fino a qualche anno fa.
Ma negli ultimi tempi, non si sente più parlare di scontri tra bande rivali, perché? La risposta è semplice. I capi mafia hanno dato ordine che questi scontri non dovevano più avere luogo. Essi turbavano e preoccupavano la gente, ma soprattutto richiamavano l’attenzione delle Forze dell’Ordine e della Magistratura. Poi, se è vero come è vero, che molti politici siedono in Parlamento con i voti di questa criminalità, prima o poi era possibile che qualche verità scomoda venisse a galla.
D’altronde il ministro Maroni dovrà convenire con me che le persone appartenenti a queste organizzazioni criminali i propri voti li hanno dati a politici, sia di centro destra che di centro sinistra, non certamente lo hanno dato a me che non sapevo che farmene. C’è uno schieramento che ne ha avuti di più ed altri che ne hanno avuto di meno, ma tutti li hanno avuti. Del resto non mi risulta che alle persone legate a queste organizzazioni gli sia stata ritirata la tessera elettorale o che deve ottenere il certificato antimafia dal Prefetto per votare.
Inoltre, non credo che il Ministero degli Interni abbia fornito alle forze dell’Ordine le sfere di cristallo che usano i veggenti per predire il futuro ai creduloni.
Maroni, a Ballarò di martedì 10 novembre 2009, ha elencato il numero di arresti effettuati dalle forze dell’ordine ma si è chiesto da dove deriva tutta questa attività investigativa? Se proprio questo Governo ha tagliato i fondi e ristretto il campo di indagine sfruttato dalle intercettazioni telefoniche ed ambientali e con l’esiguità dei mezzi a loro disposizione non si sarebbero potuti eseguire tutti questi arresti.
La ricetta magica, che non appartiene a questo Governo, viene dalla collaborazione che viene data alle forze dell’ordine dagli appartenenti alle stesse bande criminali contrapposte. Non sto parlando di pentiti ma di soggetti che, a mezzo telefono o altro modo sbrigativo, hanno segnalato la presenza dei criminali avversari ricercati e da eliminare utilizzando a questo scopo, in modo “pulito” e “sicuro”, le forze dell’ordine ben felici di portare a termine le operazioni di polizia con grande risalto sui mass-media e gratificazioni pubbliche.
Senza i confidenti, in quegli ambienti, le forze dell’ordine non riuscirebbero a catturare nemmeno una mosca.
Sarei in grado di scrivere un libro su questo argomento ma mi limito a questa breve analisi per dimostrare che questo Governo si mantiene sui proclami ma che il popolo italiano è ancora in attesa di fatti concreti che, da quindici anni a questa parte, se ne sono visti davvero pochi.
Da quando è in carica il Governo Berlusconi non si è sentito parlare d’altro di provvedimenti per evitare di farlo finire in galera. Si sono sempre trincerati sul fatto che si faceva uso politico della Giustizia per eliminare il Capo del Governo.
Perché non imparano a dire la verità e cioè che i guai giudiziari di Berlusconi sono nati prima e non dopo la sua ascesa in politica? Anzi sarebbe più corretto dire che egli è entrato in politica proprio per cercare in tutti i modi di evitare la galera con la complicità dei politici del suo schieramento che fanno quadrato intorno a lui oppure, invece di impegnarsi a risolvere i gravi problemi del Paese, si sono impegnati, e loro sono ancora tuttora, a legiferare leggi, leggine e decreti per evitargli di affrontare i processi che lo attendono. Questa gente si dovrebbe semplicemente vergognare per quello che stanno facendo adducendo scuse di ogni genere, tra le quali, ed è quella che sopporto di meno, quando sento dire: “Sono provvedimenti che vengono adottati per venire incontro alle esigenze di tutti gli italiani.”

Gli Italiani hanno bisogno di ben altro, signori del Governo, e restano in attesa che qualcuno di voi un giorno se ne accorga e adotti i necessari provvedimenti.

Di Berlusconi e delle sue vertenze giudiziarie, escluso voi, vi assicuro, non interessano a nessuno.

CarloQ


23 ottobre 2009

Vespa, il mondo operaio e la crisi

In questi tempi di crisi profonda dove migliaia di persone hanno perso il posto di lavoro o stanno per perderlo e, come è notorio, non ci sono solo operai in questa situazione, ma anche impiegati, insegnanti, ingegneri, datori di lavoro che sono andati o stanno per finire sul lastrico, in Italia la Rai dice che ci sono delle difficoltà ad assecondare la richiesta di Bruno Vespa per condurre 100 puntate di quel “flop” di trasmissione che è Porta a Porta.
Pensate vuole, oltre agli extra non quantificati, la bellezza di 1 milione e 600 mila euro.
Stiamo scherzando? Questo sì che è uno scandalo!
Come si fa a dare ad un giornalista, per una trasmissione che sembra l’anticamera di un Tribunale o lo studio privato del Capo del Governo, una cifra così alta.
Quanti anni di lavoro dovrebbe fare un operaio per guadagnare quella somma, sempre che avesse ancora il suo posto di lavoro?

Nessuno si lamenta. Nessuno si ribella. Nessuno dice a questo signore che gli italiani sono stufi di vederlo sfregare le sue mani come volesse dire anche questa volta vi ho fregati.

I soldi che la Rai risparmia, non pagando tanti soldi a questi personaggi, sarebbe meglio che li utilizzasse per ridurre il canone o addirittura abolirlo.
È proprio questo che non mi spiego: come fa Mediaset a mandare in onda programmi di spettacolo, d’attualità, d’interesse culturale, facendo intervenire personaggi famosi mentre la Rai, nonostante prende i soldi del canone non è più competitiva con le TV commerciali? Mi direte che Mediaset manda in onda tanta pubblicità ma io vi faccio notare che anche la Rai manda in onda tanta pubblicità.
Ultimamente, copiando i canali della Fininvest, ha inserito, nel corso di altri programmi, un concorso a premi a cui partecipi spendendo 1 euro di telefonata. Certo se paga in modo spropositato i suoi dirigenti e coloro come Bruno Vespa e tanti altri, allora bisogna dare ascolto a Berlusconi: non pagare più il canone e far fallire quest’azienda mangiasoldi e sprecona.

CarloQ


21 ottobre 2009

Nave dei veleni: Il Governo Berlusconi già sapeva dal 2006

Già nel 2006 il precedente governo Berlusconi era a conoscenza che a Cetraro (CS) era stata affondata una nave: la notizia risulta agli atti dell'allora Commissione Bicamerale sui Rifiuti presieduta da Paolo Russo.
Ciò che più inquieta è un'ordinanza della Capitaneria di Porto del 2007 che vietava la pesca nella zona di Cetraro perché le analisi chimiche delle acque avevano evidenziato concentrazioni molto alte nei sedimenti marini relativamente all'arsenico, al cobalto alluminio e cromo.

Lo denuncia Alessandro Bratti, capogruppo del Pd in Commissione parlamentare sulle ecomafie, secondo il quale ''sulla navi dei veleni, più si approfondiscono le indagini, più aumentano i dubbi e si allontanano le risposte.”

Perché - chiede Bratti - dal 2006 non si é fatto nulla? E perché non è ancora chiaro come il governo intenda impegnarsi per garantire le massime procedure di trasparenza per gli accertamenti e il recupero del relitto? Inoltre, ci preoccupa molto la richiesta di archiviazione sulle indagini che interessano il centro di Rotondella, nella provincia di Matera, in merito al traffico di rifiuti radioattivi collegato all'affondamento di alcune delle navi. “Tutto questo -conclude Bratti - getta ulteriori ombre su un pezzo della storia di questo Paese e obbliga il governo a riferire dettagliatamente in parlamento sulla situazione''.

Non ci resta che pensare: “Il governo di allora come quello che è in carica adesso sono stati sempre impegnati in altri affari molto delicati e prioritari: Salvare il Generale Silvio dai suoi guai giudiziari.”

CarloQ


19 ottobre 2009

I giovani hanno bisogno di certezze anche Tremonti se ne accorto

Sembrava che oramai per i giovani non c’erano altre soluzioni. Erano stati condannati, senza colpa alcuna, a vivere nell’incertezza di trovare un lavoro ed avere un futuro certo.

L’allora ministro Casini (UDC) aveva appoggiato il piano del governo Berlusconi, di cui faceva parte, sul posto flessibile, anzi aveva aggiunto di essere d’accordo sull’attuazione della figura del “precario”. Disse: “Meglio guadagnare 500 euro che nulla.” Non aveva pensato che questa figura avrebbe sconvolto la vita di coloro che cercavano un posto di lavoro. Il precariato è diventato un uso indiscriminato da parte di aziende e di piccoli imprenditori.

I politici sbandieravano gli eccezionali risultati della loro scelta politica. Le assunzioni erano in aumento e la disoccupazione in netto calo.

Pagando la mano d’opera con paghe da fame, rinnovando all’infinito le assunzioni a tempo determinato.

Un sistema semplice ma redditizio per i datori di lavoro: “Ti licenzio dopo un anno di lavoro e ti riassumo il giorno dopo purché accetti le mie condizioni.”

Coloro che incappavano nella rete di questi speculatori legalizzati non rimaneva altra scelta che bere oppure affogare.

Quest’insicurezza è stata la causa per la quale i giovani non riuscivano a lasciare il tetto dei propri genitori facendoli diventare dei “bamboccioni”.

Il dramma vero, invece, era quello che attanagliava il lavoratore con moglie e figli da sfamare.

Molti di questi, presi dalla disperazione della perdita del lavoro, constatato che anche di quel sottile filo che gli permetteva solo di sopravvivere si era spezzato, si sono suicidati. Spesso hanno tolto la vita anche ai suoi cari per evitare che questo mondo dove speculatori, approfittatori, furbetti, politici pidduisti o per comodità, sindacalisti che aspettano il momento giusto per concludere la loro carriera in Parlamento, li avrebbe fatto morire di stenti.

Oggi, Tremonti afferma: “Era inevitabile fare diversamente".

I sindacati, che erano in ferie nei paradisi terrestri, ora sostengono che quanto affermato dal ministro è condivisibile e che era un obiettivo che inseguivano anche loro.

Il problema è quello di superare l'idea distorta di flessibilità. Chi è precario o flessibile deve essere pagato di più e avere più tutele e garanzie degli altri.

Questo è un punto su cui la Cisl insiste da tempo.

Se i sindacati non erano d’accordo per le decisioni approvate dal Governo perché non hanno indetto uno sciopero ad oltranza per far annullare quel provvedimento ora contestato? A furia di far esibire le loro bandiere durante i loro comizi, ho l’impressione che si siano personificati anche loro nelle bandiere che si girano a seconda di come soffia il vento.

CarloQ


16 ottobre 2009

Maria Stella Gelmini: il top dell’incapacità

Guardate cosa sono riuscito a scovare. Nel Governo di questo bel paese sapevamo che c’erano show girl, indagati ma questa poi.

Nove anni fa, precisamente nel mese di marzo del 2000, una signora venne espulsa dal Consiglio Comunale di Desenzano sul Garda, su mozione del suo partito /Forza Italia), con la seguente motivazione: ”Manifesta incapacità ed improduttività politica ed organizzativa“.

“Questo consigliere comunale si chiamava Maria Stella Gelmini - attuale Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca scientifica". [Delibera del consiglio comunale n. 33 del 31/03/2000]

Andava bene contestare la misura dei grembiulini, un anno fa? Farci vignette e accorarci con i peli delle loro signore? Andava bene far correre in piazza l'Onda e prendersi secchiate di questa merda in faccia? Quali mezzi non usate voi per denudare questo Reame? Cosa dobbiamo sapere e non sapere, quando ormai è dannatamente tardi?

Scritto da : Daniele | 16/10/2009

Non mi direte che questa notizia la sapevate perché non ci credo. Anch’io sono rimasto di stucco. Oggi giorno, su questo Governo esce sempre qualche novità. Se non fosse così gli italiani si annoierebbe a morte, non è vero?
CarloQ


15 ottobre 2009

In Italia c’è qualcosa che non va

Sì, sono perfettamente convinto che in questa nostra bella Italia, c’è qualcosa che non va.

La gente non è più schietta e sincera.

Quando uno racconta ciò che ha visto o sentito ad altre persone, la notizia, man mano che è riferita ad altri, essa viene distorta, amplificata o trasformata in parte o totalmente.

Si mente o si mistifica la verità senza alcun ritegno.

Un vecchio proverbio recita: “Il pesce puzza sempre dalla testa”.

Ed è vero.

I primi a mentire sono i nostri governanti.

I nostri politici forse fanno dei corsi per imparare a non raccontare le cose come stanno che alla fine non ci raccapezzano più niente neppure loro.

Non mi rivolgo a dei particolari politici. Siano essi di destra, di sinistra o di centro, salvando la pace di qualcuno, sono tutti fatti della stessa pasta.

Fanno fatica a dire agli italiani come stanno effettivamente le cose e soprattutto come intendono affrontare i problemi che affliggono da sempre questo popolo bistrattato.

Mentono, sapendo di mentire.

Nascondono i fatti, tacciono sulle verità nascoste per un solo motivo: hanno paura di perdere la poltrona e i privilegi che essa comporta.

Mentono al proprio elettorato, ai propri avversari politici e soprattutto al popolo.

Questo malcostume determina una forte rivalità fra i sostenitori dei singoli personaggi o schieramenti politici.

I giornali e le televisioni, da parte loro, invece di raccontare i fatti reali, puri e veri, li manipolano artatamente tanto da far apparire gravi certi episodi o insulsi, non degni di nota, fatti gravissimi.

Sembra che i contendenti vedano le pagliuzze negli occhi degli altri e non si accorgono delle travi che hanno conficcato negli occhi.

Nessuno più si prende la briga di analizzare una notizia, verificarne la veridicità, appurarne il vero scopo per la quale è stata divulgata. La notizia raccontata da una persona non viene valutata per quella che è. Viene, invece, bollata come vera o non vera a seconda della fonte che l’ha prodotta.

Che tristezza!

Siamo arrivati al punto di non avere più fiducia di nessuno e non vogliamo ascoltare più niente e nessuno: siamo diventati schiavi delle nostre convinzioni giuste o sbagliate che siano.

Ciascuno si forma un’idea nella sua mente che solo ciò che dice una particolare persona è vera e tutto ciò che dicono gli altri è falsa, artefatta o, addirittura, sterco.

Spesso la propria convinzione è talmente forte che fa degenerare in scontri, prima verbali e poi violenti.

Capita negli stadi, per ragioni di campanilismo, per ragioni che attengono la religione, per il proprio status sociale e, soprattutto, per ragioni politiche.

Ho osservato queste manifestazioni di puro antagonismo anche nei commenti ai post pubblicati nei vari blog.

Mi sono chiesto il motivo di queste forti contrapposizioni.

Si fanno la guerra “i pedoni” della scacchiera della vita mentre il Re e la Regina vivono al sicuro, protetti e venerati da cavalieri, torri ed alfieri.

Voglio dire che chi fa la guerra non percepisce niente, nemmeno un soldo mentre coloro per i quali loro si battono, riempiono le loro borse usando la pala meccanica, senza peraltro dividere le loro ricchezze con nessuno, nemmeno con chi li difende a spada tratta.

CarloQ


marzo       
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